L’AGNESE VA A MORIRE
Adattamento teatrale di Miri Ronchetti dal romanzo di Renata Viganò
Alla fisarmonica Luigi De Rosa.
Renata Vigano è nata nel 1900. Cominciò fin da bambina a scrivere poesie edebbe la rara ventura di pubblicare un libro di versi a dodici anni e un altro a quindici. Dopo la licenza liceale fu costretta ad abbandonare gli studi per dissesti finanziari della sua famiglia. Si mise a lavorare, ma non smise mai di scrivere. L’ispirazione del romanzo è autobiografica in quanto l’autrice Renata Vigano, insieme al marito, fu una partigiana della resistenza italiana. La storia è ambientata nelle valli di Comacchio durante la Seconda guerra mondiale nel periodo degli 8 mesi precedenti la liberazione dell’Italia dagli occupanti tedeschi.
Una biografia semplice, ma piena di volontà e bontà di fronte alle avversità e al dolore. L’Agnese va a morire, tra i molti romanzi italiani sulla Resistenza è forse quello che più d’ogni altro documenta il risentimento collettivo di fronte all’offesa dell’invasione, il buon senso popolare che si trasforma in volontà di giustizia e in
capacità di lotta organizzata, l’attivo desiderio di pace di una gente stremata da guerre che non ha voluto. Una «cronaca » che ha l’esatta semplicità dei pensieri e dei gesti del popolo.
La Resistenza attraverso gli occhi e i pensieri di un’anziana contadina: Agnese. Il contrasto tra la sua figura rozza e le movimentate vicende della lotta cui partecipa, tra la sua abitudine ai ragionamenti pacati, pratici, elementari e le decisioni coraggiose che sa prendere, e il tema fondamentale del romanzo.
www.copionimiriana.it






