Spettacoli per ragazzi e adulti : Barbonville

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Miri in scena con i suoi pupazzi Musorotto e Crostasecca

Parliamo dei “barboni”, dei senza casa e portiamoli in scena… per capire meglio chi sono,per considerarli “esseri umani”, per comprendere la loro realtà.

Una storia poetica  , riflessiva,  molto attuale…presentata comicamente

Nel quartiere povero, dimenticato, di una grande città, vive una barbona di nome Mafalda che si è creata una sua collocazione come “ inventatrice”, riciclando oggetti che prende ogni giorno dai bidoni della spazzatura.

Guardando al mondo dei cosiddetti esseri normali, si accontenta di essere un’artista a modo suo, una diversa, laddove non esiste nessuna forma di competizione con alcuno. Unici testimoni delle sue strampalate esibizioni, spettatori fedeli, sono due pupazzi da lei costruiti con materiale di scarto, che hanno acquisito una personalità nella sua immaginazione,a tal punto da sentire anche la loro voce. I loro nomi sono: Musorotto e Crostasecca.

Con loro può parlare di tutto; la ascoltano, hanno tempo per lei e, nella sua lucida follia, li considera unici amici,  generatori  di emozioni.

Un giorno, in quel luogo d’accattoni, arriva un giovane distinto e perfettino: Tarcisio. Subito, Mafalda vede in lui un collaboratore e un compagno che, però, prima di poter rimanere, deve superare alcune prove: la prova di resistenza al dolore fisico e morale, la prova di resistenza alla schifezza e quella di resistenza alla paura. Tarcisio, essere annoiato e oramai senza ideali (l’uomo d’oggi), che vaga senza una meta precisa, accetta di “giocare”, ma presto si infastidisce a tali richieste e decide di andarsene ma…qualcosa accade in quel luogo, dimenticato e così imperfetto

Una specie d’illuminazione, una visione,un sentimento di calore umano convincono Tarcisio a rimanere.  

Proprio lì, con una diseredata, in un posto insolito e così povero, scopre una speranza di cambiamento al suo vivere noioso e insulso. I due divengono subito amici e scoprono di avere una cosa in comune, una cosa molto importante: la voglia di capire, di credere che nella diversità c’è una via d’uscita per il cambiamento, elemento indispensabile per la comprensione della vita.

Questa storia racconta in modo originale e a tratti umoristico come sia inesistente il confine tra realtà e finzione, verità e bugia. Vuole essere un invito ad andare oltre alla banalità delle apparenze, incontro alle diversità. È lo specchio di un mondo vero-immaginario dove si rifugiano le persone che per vari motivi vengono messe al bando dalla società , mettendo al bando etichette e convenzioni. 

Questo spettacolo è prodotto in due differenti versioni una per ragazzi e una per adulti.

Storia e regia di Miriana Ronchetti

Scena di Pietro Introzzi  – Pupazzi di Elena Cantaluppi  

Interpreti :  Miriana Ronchetti – Luca Spinelli                                                  

Voci: Roberto Poncetta- Anna Scialoja

Scheda tecnica:

Durata 60’- 

Non è necessario il palco-Allaccio elettrico: trifase 5 poli – minimo 5 kw- Anche 220 adattabile – La compagnia è autonoma di audio e luci

Teatro Arte Orizzonti inclinati – Como tel 031-526079

fax 02-70038891
www.teatroarte.it
e-mail : teatroarte@iol.it

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